Sonno e longevità: effetti dei disturbi del sonno sull’invecchiamento
Descrizione evento
Il tempo che ci ripara. Il sonno come alleato della longevità
Passiamo dormendo circa un terzo della nostra vita, ma il sonno non è tempo perso: è il cantiere notturno in cui il corpo si ripara, il cervello fa ordine e l’organismo si prepara al giorno dopo. È anche uno dei fattori che più incidono su come invecchiamo. Dormire male per anni non significa solo essere stanchi: significa accelerare l’orologio biologico.
Troppo spesso sottovalutiamo i segnali: un risveglio faticoso, la sensazione di non aver mai riposato abbastanza, la sonnolenza durante il giorno, il russamento. Possono essere indizi di disturbi neurologici o respiratori del sonno che, se non riconosciuti, pesano sulla salute di domani. Ne parliamo con le specialiste in medicina del sonno: scopriremo insieme cosa accade al nostro corpo mentre dormiamo, come cambia il sonno con il passare degli anni, quali abitudini lo proteggono e quali sono i percorsi di diagnosi e trattamento, anche non farmacologici.
Relatrici:
Dott.ssa Fiorella Mondino, Medico Chirurgo Specialista in Neurologia e Disturbi del Sonno AIMS
Dott.ssa Serena Servo, Medico Chirurgo Specialista in Neurologia
Perché il sonno è un fattore di longevità?
Durante la notte l’organismo svolge funzioni che nessun’altra fase della giornata può sostituire: il sonno profondo favorisce la riparazione dei tessuti e il recupero muscolare, regola ormoni come cortisolo, insulina e ormone della crescita, sostiene il sistema immunitario e consolida la memoria. Il cervello, inoltre, sfrutta il sonno per smaltire le sostanze di scarto accumulate durante la veglia, un processo oggi studiato anche per il suo legame con la salute cognitiva nel lungo periodo.
Quando il sonno è insufficiente o di scarsa qualità, questi meccanismi si inceppano. Nel breve periodo compaiono calo di concentrazione, irritabilità, stanchezza e minore capacità di recupero dopo lo sforzo fisico o mentale. Nel lungo periodo aumenta il rischio di ipertensione, malattie cardiovascolari, obesità, diabete, disturbi dell’umore e declino cognitivo: proprio le condizioni che erodono gli anni vissuti in buona salute.
Come cambia il sonno con l’età, e cosa possiamo fare
Con il passare degli anni il sonno tende a diventare più leggero e frammentato, il ritmo circadiano si anticipa e alcuni disturbi diventano più frequenti. Non tutto, però, va accettato come “normale invecchiamento”: molti di questi cambiamenti si possono riconoscere, gestire e curare. Prendersi cura del proprio sonno a ogni età è una scelta concreta per aggiungere vita agli anni.
Quali sono i disturbi del sonno e come riconoscerli?
Russamento notturno, sonnolenza e cali di attenzione durante il giorno, movimenti involontari nel sonno, mal di testa al risveglio, risvegli frequenti, enuresi notturna nei bambini: sono alcuni dei campanelli d’allarme che meritano di essere indagati con un medico esperto in medicina del sonno.
Insonnia, apnee notturne (OSAS), sindrome delle gambe senza riposo, parasonnie, sonnambulismo, sonniloquio, incubi ricorrenti, narcolessia, bruxismo: i disturbi del sonno sono numerosi e di natura diversa. Per questo è importante rivolgersi a un Centro del Sonno multidisciplinare, in grado di arrivare a una diagnosi corretta e di accompagnare la persona in un percorso personalizzato, con il supporto di specialisti con competenze diverse.
Perché il modo in cui dormiamo stanotte è già una parte della persona che diventeremo.







